Le risposte più importanti

La sepsi è una malattia complessa, spesso difficile da riconoscere, ma che può mettere a rischio la vita. Quando si manifesta, si tratta sempre di un’emergenza medica. Qui troverai le risposte alle domande più importanti al riguardo.

Arzt spricht mit Patienten und macht sich Notizen.

Cos’è la sepsi? Si tratta di setticemia?

Sepsis ist ein lebensbedrohlicher medizinischer Notfall. Sie entsteht, wenn die Abwehrreaktion des Körpers auf eine Infektion ausser Kontrolle gerät und dabei eigenes Gewebe sowie lebenswichtige Organe schädigt. Umgangssprachlich wird Sepsis oft als „Blutvergiftung“ bezeichnet – medizinisch ist das jedoch nicht korrekt. Es handelt sich nicht um eine Vergiftung des Blutes, sondern um eine lebensbedrohliche, fehlgesteuerte und überschiessende Abwehrreaktion des Körpers auf eine Infektion. Am häufigsten sind Bakterien verantwortlich, es können aber auch Viren und andere Keime eine Sepsis verursachen. Häufige Auslöser einer Sepsis sind Lungenentzündungen, Harnwegsinfektionen, Wundinfektionen oder schwere Infektionen im Bauchraum.

In questo caso, il sistema immunitario va fuori controllo e danneggia non solo gli agenti patogeni, ma anche i propri tessuti e organi. Se la sepsi non viene riconosciuta in tempo e trattata immediatamente, può portare rapidamente a un’insufficienza d’organi e a uno shock settico (pericolosa carenza di sangue e ossigeno nei tessuti e negli organi), con conseguenze come la perdita di arti o addirittura la morte. Come in caso di ictus o infarto, ogni minuto è prezioso.

La sepsi è una nuova malattia o una “malattia diffusa”?

No, la sepsi non è una malattia nuova. Un tempo, in gergo, la chiamavano “avvelenamento del sangue”. Oggi sappiamo che si tratta di una reazione eccessiva e potenzialmente letale dell’organismo a un’infezione, che comporta danni agli organi. La sepsi è considerata oggi un’emergenza medica e richiede un intervento immediato. A livello mondiale è una delle principali cause di morte legate alle infezioni. In Svizzera, ogni anno circa 20’000 persone vengono ricoverate in ospedale a causa di una sepsi. Una parte di questi casi potrebbe essere evitata grazie a una diagnosi precoce e a un trattamento tempestivo.

Quante persone muoiono ogni anno di sepsi in Svizzera?

In Svizzera, in media, ogni 25 minuti una persona si ammala di sepsi. Circa ogni due ore e mezza qualcuno muore per questa malattia, il che corrisponde a circa 20’000 ricoveri e 4’000 decessi all’anno. Il numero di ricoveri per la sepsi è quindi dell’ordine di grandezza simile a quello per l’infarto (circa 19’000 all’anno) o l’ictus (circa 22’000 all’anno). Il numero di decessi, invece, è paragonabile al totale delle vittime annuali del cancro all’intestino, al seno e alla prostata. Altrettanto allarmante è il fatto che il numero di casi non segnalati di sepsi sia probabilmente molto più alto. Molti casi non vengono riconosciuti come una sepsi o non vengono documentati in modo adeguato. Inoltre, le malattie trattate fuori dall’ospedale non vengono incluse in queste statistiche.

Perché la sepsi è così poco conosciuta, nonostante sia così diffusa?

Una sepsi non colpisce solo un organo, ma tutto il corpo. Può presentarsi in modi molto diversi e spesso inizia con sintomi che si riscontrano anche in tante altre malattie – per esempio febbre, brividi, polso accelerato o difficoltà respiratorie. Per questo viene facilmente trascurata o scambiata per influenza, polmonite o un’infezione gastrointestinale. Inoltre, di sepsi si parla poco in pubblico e spesso il termine non compare nemmeno nelle visite mediche o nelle cartelle cliniche. In Svizzera, finora non ci sono state campagne di sensibilizzazione mirate né una registrazione uniforme dei casi in un registro centrale. Per questo motivo, molte persone non sanno nemmeno quanto sia frequente e pericolosa la sepsi in realtà.

Si può debellare la sepsi?

La sepsi non può essere debellata del tutto, perché è causata da tante infezioni diverse e rappresenta una reazione dell’organismo a queste. L’importante è prevenire le infezioni, riconoscere la sepsi in fase precoce e curarla subito. In questo modo si possono ridurre notevolmente i casi di sepsi e i decessi.

Come si riconosce la sepsi? Un profano può riconoscerla?

La sepsi è spesso difficile da riconoscere, perché i suoi sintomi sono simili a quelli di altre malattie comuni. Tuttavia, è importante prestare attenzione ai tipici segnali di allarme in caso di infezione in corso o dopo un infortunio. Anche chi non è un medico può riconoscere la sepsi se conosce questi sintomi.

Spesso all’inizio si manifestano sintomi simili a quelli di una normale infezione, come l’influenza. In caso di sepsi, però, si aggiungono poi altri sintomi causati dalla compromissione delle funzioni degli organi. I sistemi più comunemente colpiti sono quello respiratorio, circolatorio e nervoso.

Tra i segnali di allarme più importanti ci sono:

  • Confusione, disorientamento o stordimento
  • Febbre alta o temperatura corporea insolitamente bassa
  • Brividi e tremori
  • Polso accelerato o tachicardia
  • Respirazione accelerata, difficoltà respiratorie o fiato corto
  • Un senso di malessere insolitamente forte, mai provato prima, o una spiccata debolezza
  • Dolore o forte malessere
  • Riduzione della produzione di urina
  • Pelle pallida, marmorizzata, macchiata o con una sfumatura bluastra

Se uno o più di questi sintomi compaiono in concomitanza con un’infezione, è necessario rivolgersi immediatamente a un medico. La diagnosi e il trattamento precoci della sepsi sono fondamentali per prevenire gravi complicazioni, insufficienza d’organo o shock settico.

Devo parlare con il mio medico della sepsi?

In caso di infezione o di sintomi gravi e insoliti che compaiono all’improvviso, è necessario e giusto parlare direttamente con il medico della sepsi. La sepsi può diventare rapidamente pericolosa per la vita e spesso non viene riconosciuta subito. Se noti i tipici segnali di allarme, come febbre alta, respiro accelerato, confusione o debolezza insolita, dovresti comunicarlo chiaramente, in modo che l’assistenza medica possa essere fornita in modo rapido e mirato.

Come si diagnostica una sepsi – e perché spesso viene individuata troppo tardi?

Spesso all’inizio si manifestano sintomi simili a quelli di una comune infezione, come l’influenza. In caso di sepsi, si aggiungono poi sintomi causati dalla compromissione delle funzioni degli organi. I sistemi più comunemente colpiti sono quello respiratorio, circolatorio e nervoso.

La diagnosi di sepsi si basa su una combinazione di sintomi clinici e analisi di laboratorio, poiché non esiste un singolo test in grado di confermarla con certezza. Il personale medico presta attenzione a segnali di allarme fondamentali come febbre o ipotermia, aumento della frequenza cardiaca, pressione bassa, respiro accelerato, confusione o sonnolenza.

Inoltre, vengono prelevati campioni di sangue, urina o di altro tipo per identificare l’infezione. Si possono utilizzare tecniche di imaging come radiografie o altre scansioni per individuare o confermare la fonte dell’infezione. Se si sospetta una sepsi, si inizia subito una terapia antibiotica, anche prima che siano disponibili tutti i risultati degli esami, perché ogni ora è preziosa. Tuttavia, la sepsi viene spesso diagnosticata in ritardo. Il motivo: i primi sintomi, come febbre, brividi, respiro accelerato o confusione, sono simili a quelli di molte altre malattie meno pericolose. Per questo all’inizio è facile non riconoscerla. A complicare le cose c’è anche il fatto che le condizioni possono peggiorare drasticamente nel giro di poche ore. Quello che al mattino sembra ancora un’infezione innocua, può trasformarsi nello stesso giorno in una situazione potenzialmente letale.

Cosa posso fare per proteggermi dalla sepsi?

Tutti possono fare molto per proteggere se stessi e i propri cari dalla sepsi. Ecco una breve panoramica su come proteggersi dalla sepsi:

  • Parlare del rischio di sepsi e dei suoi tipici segnali di allarme, informare gli altri e segnalare le informazioni disponibili su Internet
  • Riconoscere le infezioni in tempo e curarle
    Tieni pulite le ferite e, al primo segno di infezione, vai subito dal medico
  • Tieni aggiornate le vaccinazioni (ad es. contro l’influenza, lo pneumococco, il COVID-19) e rispetta le norme igieniche, in particolare lavandoti le mani
  • Tenere sotto controllo le malattie croniche
  • Dopo un intervento chirurgico o una procedura invasiva, presta molta attenzione ai sintomi
  • In caso di infezioni o disturbi insoliti, presta attenzione ai segnali di allarme e, se necessario, chiedi subito aiuto.

Agire tempestivamente è fondamentale per prevenire la sepsi o curarla in tempo.

Cosa posso fare se sospetto che si tratti di sepsi?

Se sospetti un caso di sepsi, agisci immediatamente:

  • Rivolgiti immediatamente a un medico o chiama il numero di emergenza.
  • Descrivi chiaramente i tuoi sintomi, in particolare un improvviso peggioramento, febbre, respiro affannoso, confusione, forte debolezza, dolori o malesseri che non hai mai provato prima.
  • Parla chiaramente del rischio di sepsi.
  • Non aspettare! La sepsi può peggiorare molto rapidamente.

Agire in fretta può salvare delle vite!

Cosa posso fare per prevenire la sepsi se ho una ferita?

Se hai una ferita, ecco cosa puoi fare per prevenire la sepsi:

  • Tieni pulita la ferita, disinfettala e coprila con una medicazione sterile.
  • Cambia regolarmente la medicazione e presta attenzione ai segni di infezione (arrossamento, gonfiore, pus, dolore).
  • Evita di toccare la ferita con le mani non lavate.
  • Ai primi segni di infezione, consulta immediatamente un medico.
  • Se necessario, fatti vaccinare, ad esempio contro il tetano.

In questo modo puoi ridurre notevolmente il rischio di infezione e, di conseguenza, di sepsi.

Cosa posso fare per prevenire la sepsi se ho l’influenza?

Se hai l’influenza, ecco cosa puoi fare per prevenire la sepsi:

  • Tieni d’occhio i tuoi sintomi e fai attenzione a eventuali peggioramenti improvvisi.
  • Se hai febbre alta, respiro affannoso, battito cardiaco accelerato, forte debolezza o confusione, cerca immediatamente assistenza medica.
  • Prendi sul serio l’influenza e riposati per rafforzare il tuo sistema immunitario.
  • Evita il contatto con gli altri per prevenire ulteriori contagi.
  • Segui le indicazioni del tuo medico, ad esempio per quanto riguarda l’assunzione di farmaci.

Individuare e trattare tempestivamente le complicanze è fondamentale per prevenire la sepsi.

Cosa posso fare contro la sepsi se ho la febbre?

Se hai la febbre, ecco cosa puoi fare per prevenire la sepsi:

  • Tieni d’occhio attentamente la febbre e i sintomi associati.
  • In caso di febbre alta o persistente, respiro affannoso, tachicardia, stato confusionale o forte debolezza, rivolgiti immediatamente a un medico.
  • Bevi molto e prenditi cura di te per aiutare il tuo corpo.
  • Non esitare a chiamare il pronto soccorso se i sintomi peggiorano.
  • È importante individuare e trattare tempestivamente la sepsi per prevenirla.

Cosa posso fare contro la sepsi se una persona a me cara non sta bene?

Se una persona a te cara non sta bene e c’è il sospetto o il rischio di sepsi, devi agire in fretta:

  • Fai attenzione a segnali di allarme come febbre alta, respiro affannoso, stato confusionale, forte debolezza o pallore.
  • Chiedi alla persona di rivolgersi immediatamente a un medico oppure chiama tu stesso il numero di emergenza.
  • Resta con la persona finché non arrivano i soccorsi e cerca di mantenere la calma.
  • Informa il medico curante delle tue osservazioni e dei tuoi sospetti.

Agire in fretta può salvare delle vite.

Chi è a rischio di sepsi? Quanto è pericolosa?

La sepsi può colpire chiunque, anche persone giovani e in buona salute. Di solito insorge a seguito di un’infezione inizialmente banale, come una polmonite, un’infezione delle vie urinarie o un’infezione da ferita. È fondamentale che venga diagnosticata e trattata tempestivamente.

Ci sono però alcune categorie di persone che corrono un rischio maggiore:

  • Anziani (dai 65 anni in su)
  • Neonati e bambini piccoli
  • Persone con un sistema immunitario indebolito, ad esempio durante la chemioterapia o in caso di malattie autoimmuni, nonché in caso di infezione da HIV non trattata
  • Persone affette da malattie croniche come il diabete, le malattie renali o l’insufficienza cardiaca
  • Pazienti ricoverati in ospedale, soprattutto dopo interventi chirurgici importanti, con cateteri o sottoposti a ventilazione meccanica
  • Persone con ferite gravi, ustioni o ferite aperte

Le persone anziane sono particolarmente a rischio, poiché con l’avanzare dell’età il sistema immunitario si indebolisce e le patologie pregresse sono più frequenti. Inoltre, spesso presentano sintomi aspecifici come confusione o debolezza, il che rende più difficile la diagnosi.

Anche i bambini, in particolare i neonati e i bambini piccoli, sono più vulnerabili, poiché il loro sistema immunitario non è ancora completamente sviluppato. I primi segnali di allarme possono essere respiro affannoso, pallore, difficoltà a nutrirsi o comportamenti insoliti.

La sepsi è sempre una malattia grave. Può peggiorare rapidamente e portare a insufficienza d’organo, shock settico e morte. La sua pericolosità in un caso specifico dipende dal decorso e, soprattutto, dalla rapidità del trattamento. Se la sepsi viene diagnosticata precocemente e trattata con coerenza, le possibilità di guarigione sono nettamente migliori.

Per questo motivo: ogni caso di sepsi è potenzialmente letale e richiede un intervento medico immediato.

La sepsi è contagiosa?

No, la sepsi non è contagiosa. È causata da un’infezione all’interno del proprio corpo, in cui il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo. Gli agenti patogeni che possono scatenare un’infezione (batteri, virus, funghi) possono invece essere contagiosi in alcuni casi, ad esempio con l’influenza o certe infezioni batteriche. Ma la sepsi come condizione, cioè la reazione potenzialmente letale dell’organismo a un’infezione, non si trasmette da persona a persona.

La sepsi è una conseguenza di interventi medici troppo invasivi e di un consumo eccessivo di farmaci?

No. La sepsi non è causata direttamente da interventi medici troppo invasivi o dall’uso di farmaci. È la conseguenza di un’infezione in cui il sistema immunitario va fuori controllo e scatena una reazione infiammatoria potenzialmente letale. Tutto ciò che aumenta il rischio di infezione o indebolisce il sistema immunitario può anche aumentare il rischio di sepsi.

Tra questi ci sono, ad esempio, interventi chirurgici importanti e ferite, cateteri, ventilazione meccanica, ma anche malattie croniche, il cancro e certe terapie come la chemioterapia o i farmaci che sopprimono il sistema immunitario. Possiamo proteggerci prevenendo le infezioni, soprattutto nelle persone a rischio. Questo significa seguire buone pratiche igieniche, vaccinarsi in modo efficace e curare con costanza e tempestività le malattie croniche e le infezioni.

Come si cura la sepsi?

La sepsi è un’emergenza medica e il trattamento dovrebbe iniziare il prima possibile. Tra le misure più importanti figurano:

  • Antibiotici: gli antibiotici (e, a seconda della diagnosi presuntiva, anche altre terapie antimicrobiche) vengono di solito somministrati il prima possibile per combattere un’infezione batterica (o causata da altri agenti patogeni). Spesso la terapia viene avviata prima ancora che siano disponibili i risultati delle analisi di laboratorio. Nel corso del trattamento, gli antibiotici vengono adattati in base all’agente patogeno e alle reazioni e
    .
  • Fluidi (flebo): i fluidi per via endovenosa (IV) vengono somministrati per mantenere la pressione sanguigna e garantire un flusso sanguigno adeguato agli organi vitali.
  • Vasopressori: quando i liquidi da soli non bastano a stabilizzare la pressione sanguigna, si possono usare dei farmaci, i cosiddetti vasopressori, per restringere i vasi sanguigni e migliorare il flusso sanguigno.
  • Ossigenoterapia e supporto respiratorio: se la respirazione è compromessa, può essere necessario ricorrere a ossigeno supplementare o alla ventilazione meccanica.
  • Intervento chirurgico: in alcuni casi può essere necessario un intervento chirurgico per eliminare la fonte dell’infezione, ad esempio drenando un ascesso o asportando il tessuto infetto.
  • Supporto agli organi vitali: in caso di insufficienza renale, ciò può comportare la dialisi (filtrazione del sangue) oppure l’uso di farmaci per sostenere la funzione cardiaca o quella di altri organi colpiti.

Bisogna sempre ricorrere agli antibiotici in caso di sepsi?

Sì, in caso di sospetta sepsi, gli antibiotici sono il trattamento più importante per combattere una possibile infezione sottostante. Prima si inizia la terapia antibiotica, maggiori sono le possibilità di tenere sotto controllo la sepsi ed evitare complicazioni. Oltre agli antibiotici, possono essere necessarie altre misure come la somministrazione di liquidi, il supporto alle funzioni d’organo e, se necessario, l’assistenza in terapia intensiva. La terapia antibiotica va sempre fatta sotto controllo medico. Può però capitare che la sepsi sia causata da virus. I virus non rispondono agli antibiotici, quindi in questi casi la terapia antibiotica viene interrotta non appena si esclude una causa batterica.

Ma le raccomandazioni sul trattamento della sepsi non sono in contraddizione con quelle contro la resistenza agli antibiotici?

No, il trattamento della sepsi con antibiotici e un uso responsabile degli antibiotici per prevenire la resistenza non sono in contraddizione, ma si completano a vicenda: In caso di sospetta sepsi, una terapia antibiotica rapida è fondamentale, perché ogni ritardo aumenta il rischio di gravi complicazioni o di morte.

Allo stesso tempo, grazie agli esami diagnostici (ad esempio le emocolture), si cerca di somministrare una terapia antibiotica il più mirata possibile ed evitare l’uso inutile di antibiotici ad ampio spettro. Le raccomandazioni per prevenire la resistenza agli antibiotici mirano a usare gli antibiotici solo quando sono davvero necessari e per il minor tempo possibile.

La sepsi rappresenta un pericolo acuto che richiede un trattamento immediato, mentre la resistenza agli antibiotici deriva soprattutto dall’uso eccessivo e improprio in altre situazioni.

In caso di sepsi, una terapia antibiotica adeguata salva la vita, ma allo stesso tempo è importante usare gli antibiotici in modo responsabile per prevenire lo sviluppo di resistenze.

Quali sono le conseguenze a lungo termine di una sepsi?

Sopravvivere alla sepsi può comportare una serie di conseguenze fisiche e
psicologiche a lungo termine, spesso definite come sindrome post-sepsis (PSS).

Tra questi ci sono:

  • Stanchezza cronica e debolezza muscolare
  • Ridotta resistenza fisica
  • Difficoltà di concentrazione o problemi di memoria (spesso definiti «confusione mentale»)
  • Disturbi d’ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico (PTSD)
  • Disturbi del sonno
  • Infezioni ricorrenti dovute a un sistema immunitario indebolito
  • Disturbi della funzionalità d’organo, come una ridotta funzionalità renale o polmonare
  • Dolori cronici o rigidità articolare
  • Mobilità ridotta, nel caso in cui siano state necessarie amputazioni

Il decorso della guarigione può variare da persona a persona e alcuni pazienti possono sviluppare complicazioni persistenti che richiedono un’assistenza medica continua o una riabilitazione. Una riabilitazione precoce e un’assistenza post-trattamento possono aiutare a migliorare i risultati a lungo termine della terapia.

Il Swiss Sepsis Program comporta ulteriori norme sanitarie?

Lo Swiss Sepsis Program non comporta nuove norme sanitarie per la popolazione. Si concentra sull’informazione del pubblico, sulla formazione del personale sanitario, sullo sviluppo di standard terapeutici e sulla promozione della ricerca. L’obiettivo è riconoscere la sepsi in fase precoce e curarla meglio. I cittadini sono invitati a prendere sul serio i sintomi e a rivolgersi immediatamente a un medico in caso di sospetto.

Lo Swiss Sepsis Program è una conseguenza delle misure anti-COVID-19?

No, lo Swiss Sepsis Program (SSP) non è una conseguenza diretta delle misure anti-COVID-19. È stato avviato per migliorare la prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento della sepsi in Svizzera e si basa sulle raccomandazioni internazionali dell’OMS e sulla Strategia europea contro la sepsi. Tuttavia, la pandemia di COVID-19 ha sottolineato l’urgenza di affrontare con maggiore attenzione il tema della sepsi. Durante la pandemia si sono osservati sempre più casi di sepsi legati al COVID-19, il che ha messo in evidenza la necessità di migliorare l’assistenza e l’informazione sulla sepsi. Allo stesso modo, la pandemia di COVID-19 ha dimostrato quanto sia importante un buon coordinamento tra la comunicazione pubblica, le misure adottate negli ospedali e l’assistenza post-dimissione per chi ne è colpito.

Il Swiss Sepsis Program è stato approvato dal governo e dal parlamento?

Lo Swiss Sepsis Program non è stato deciso direttamente dal governo o dal Parlamento. Si tratta di un’iniziativa di esperti del mondo della medicina, della ricerca, della politica e delle associazioni dei pazienti, basata sulle raccomandazioni dell’OMS. Il programma è sostenuto e supervisionato dalla Commissione federale per la qualità (CFQ), che fa capo all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), e durerà da settembre 2023 a dicembre 2028. Si tratta di un’iniziativa specialistica promossa dall’EQK, ma non di un progetto di legge diretto del governo o del Parlamento.

Qual è l’obiettivo della Giornata mondiale contro la sepsi?

La Giornata mondiale della sepsi, che si tiene ogni anno a settembre, ha lo scopo di aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica sulla sepsi, sensibilizzare i responsabili politici e motivare le strutture sanitarie a migliorare i propri standard. L’obiettivo è salvare vite umane attraverso l’informazione, la prevenzione e un trattamento tempestivo. In tutto il mondo, governi, istituzioni internazionali, associazioni di categoria, ONG e aziende collaborano per raggiungere questo obiettivo comune, sostenuti dal coordinamento della Global Sepsis Alliance e dall’impulso dato dalla risoluzione dell’OMS e dalle strategie di attuazione regionali.

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